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Le abbuffate compulsive sono incontrollabili?

fame emotiva rossella messina Dec 23, 2021
Breaters_Le abbuffate compulsive sono incontrollabili?

Un’abbuffata compulsiva è, appunto, incontrollabile. Sembra un paradosso lavorare su qualcosa che è fuori dal nostro controllo. Ho sentito più volte persone che riferivano di sentire come un ‘demone’ interiore che spingeva loro a mangiare fino a sentirsi male. Questa è proprio l’essenza della compulsività. Qualcosa che ci spinge a fare determinate azioni, anche se sappiamo benissimo che potrebbero danneggiarci. Chi ci è passato, lo sa. Mi è capitato recentemente di sentire il ricordo di quella sensazione, e anche la leggerezza dell’essermene liberata.

 

Le tentazioni ci saranno sempre

 

Mi trovavo al supermercato in uno di questi giorni prenatalizi. Le corsie erano più piene che mai, e dovunque mi girassi vedevo torroni, panettoni, cioccolatini, tutti confezionati con quelle scatole brillanti. Un tempo, quegli scaffali erano la mia tortura. Il demone mi imponeva di comprare qualcosa, sapevo che non sarei uscita da lì senza aver comprato quei dolci. Son passati diversi anni da quei momenti, ma l’altro giorno ho cercato di fare la spesa più in fretta del solito. Quella vista oggi mi dà quasi fastidio, mi sembra che sia tutto messo lì apposta per farci mangiare troppo e farci fare scelte sbagliate. (Leggi anche: Fame nervosa, cosa sono i comfort foods?)

 

Ci si libera mai davvero del desiderio di abbuffarsi?

 

Questo demone se ne andrà mai? Questo era quello che mi chiedevo qualche anno fa, quando ancora ero preda delle abbuffate compulsive. Migliorare il rapporto con il cibo a volte sembra una sfida impari. Perché il cibo è parte integrante della nostra vita, e, al contrario di altre dipendenze, non si può smettere di consumare. A volte lo sento ancora lì, il desiderio, quello attivato dal ‘demone’, mentre giro fra gli scaffali del supermercato, ma è diventato molto piccolo, ormai, e riesco a tenerlo a bada grazie alla consapevolezza. Non credo che sparirà mai del tutto, perchè è una parte di me, una parte oscura, che però non condiziona più la mia vita. (Leggi anche: Smettere di mangiare (troppo): il sogno possibile)

 

Perché facciamo qualcosa che sappiamo ci farà star male?

 

Quali sono le cause delle abbuffate compulsive? A volte c’è più di un motivo. Un trauma che non abbiamo elaborato, un dolore da coprire, l’insoddisfazione. Nel momento in cui sono stata peggio, le aree principali della mia vita, lo studio/lavoro, le amicizie, le relazioni, erano tutte carenti, e io ero continuamente triste e insoddisfatta. Quando ho cominciato a lavorare su di me, il cibo ha cominciato a smettere di essere la mia valvola di sfogo per tutto. (Leggi anche: I comportamenti impulsivi sono scelte consapevoli?)

 

Come iniziare a evitare le abbuffate compulsive?

 

I momenti più difficili da superare secondo me sono due: l’inizio e le ricadute. Iniziare un percorso per se stessi e impegnarsi in esso è la parte più difficile. Non sto parlando dell’inizio di una dieta, dell’ennesima iscrizione in palestra, entrambe cose utilissime ma che non sono al cuore del lavoro che ci aspetta. Il lavoro e i risultati più importanti non li vedrà nessuno, non saranno i chili persi o i pasti evitati, questo è importante da capire.  Sto parlando del percorso verso l’accettazione di sé, e della vera presa di responsabilità nei confronti di noi stessi. Il secondo problema sono le ricadute, perché ci fanno pensare che il lavoro che abbiamo fatto sia andato in fumo, e che dovremo ricominciare da capo. Quante volte abbiamo mollato dopo una ricaduta? (Leggi anche: Come comportarsi dopo aver mangiato compulsivamente)

 

3 rimedi per iniziare a ridurre le abbuffate compulsive:

 

Liberarsi dalle abbuffate compulsive richiede tempo e pazienza. In realtà abbiamo a disposizione molti strumenti interiori ed esterni per affrontarle, ma è possibile che ancora non li abbiamo considerati. Di seguito ti suggerisco tre piccoli passi da cui iniziare:

 

1) Chiedere aiuto alle persone competenti

 

Ciò che non bisogna fare è affidarsi al dottor internet, o alla persona di turno che ti propone un nuovo workout o una nuova dieta. Ogni corpo è diverso, e richiede cose diverse per perdere peso. La strada possiamo scoprirla solo noi, con l’aiuto delle giuste persone: uno psicologo, un nutrizionista, un gruppo di auto aiuto. Potrebbe essere un investimento in termini di tempo e di soldi,  ma è un investimento sulla tua salute, è qualcosa che vale.

Non si può fare tutto da soli. Abbiamo bisogno di una comunità, di sostegno, e tutti hanno bisogno di chiedere aiuto di tanto in tanto. Quando sono stata disposta ad aprirmi e a chiedere aiuto, è iniziato il mio processo di guarigione.

 

2) Avere aspettative realistiche

 

Tutte le volte che abbiamo iniziato una dieta o un proposito dicendo. ‘Questa è l’ultima volta che…’ sono pronta a scommettere che non sia andata bene. La motivazione è quella che ci spinge a iniziare un percorso, ma lungo la strada succedono sempre tante cose. È possibile che cadrai altre cento volte ancora prima di smettere, e va bene così. Un’aspettativa realistica è pensare ‘Sono motivata, voglio stare bene, ho più strumenti per affrontare le crisi ed è probabile che la prossima volta metterò in atto comportamenti diversi prima di abbuffarmi’.

 

3) Prenditi ogni giorno un momento per te

 

Trova ogni giorno qualche minuto, in un posto possibilmente tranquillo, siediti con la schiena dritta e respira, magari ascoltando una meditazione guidata. Cerca di farlo anche se sei stanco, se stai male, anche se sei sereno e ti sembra di non averne bisogno. Stabilire un contatto diretto con il tuo corpo e con la tua mente, ogni giorno, gradualmente, non costa nulla, ma forse è una delle cose più significative che tu possa fare. (Leggi anche: Perché la mindfulness può farti dimagrire?)

Un consiglio in più: la tecnica dello Stop

La tecnica dello STOP: un promemoria per essere consapevoli di cosa sta succedendo

Adesso ti consiglio un trucchetto che puoi usare quando senti che stai per fare un’abbuffata, preso in prestito dalla terapia dialettico comportamentale, la tecnica ‘STOP’. Consiste di quattro step che si possono mettere in atto quando siamo in un momento di forte difficoltà.

1) Stop: Fermati, non reagire, non muovere letteralmente un muscolo, specialmente quelli intorno alla bocca. In questo stato di ‘congelamento’ puoi provare a non fare ciò che le tue emozioni ti dicono di fare, a dare un nome alle emozioni, e a ricordarti che sei tu che prendi la decisione finale.

2) Take a step back (fai un passo indietro): prendi le distanze dalla situazione, lascia correre, fai un respiro profondo e continua a respirare finché ne hai bisogno, finché ti senti di nuovo presente a te stesso.

3) Osserva: cosa sta succedendo dentro di te e al di fuori? Osserva. Qual è la situazione? Quali sono i tuoi pensieri e i tuoi sentimenti? Ricordati che per fare azioni consapevoli, è importante NON saltare alle conclusioni, ma capire prima cosa sta succedendo dentro di te.

4) Procedi in maniera mindful: agisci con consapevolezza, non decidere che cosa fare, considera i tuoi pensieri e i tuoi sentimenti. Pensa ai tuoi obiettivi, alla tua motivazione. Domanda alla mente saggia: “Quali azioni renderebbero la situazione migliore e quali la peggiorerebbero?”

Puoi anche stamparti questo schema e attaccarlo sul frigo, sulla dispensa, in qualsiasi luogo che per te possa rappresentare una tentazione.

Il prossimo pasto che farai potrebbe essere una sconfitta o una vittoria, e forse un giorno diventerà semplicemente un pasto.