Stefania: Il cibo per me era tutto
Stefania racconta una fame emotiva che si accende quando le emozioni diventano troppo intense. Per anni il loro sorgere ha rappresentato per lei una sorta di pericolo, qualcosa da attenuare rapidamente con il cibo. Così, quando la pressione aumentava, si ritrovava spesso con un pacco di biscotti in mano. E quel pacco finiva. Cresciuta in una famiglia dove il confronto era vissuto come conflitto e per questo spesso soffocato, Stefania ha imparato presto a trattenere ciò che provava. Le emozioni diventavano qualcosa di pericoloso o sbagliato, da tenere sotto controllo. Il cibo assumeva così un ruolo centrale: calmare ciò che dentro faceva troppo rumore e comunicare affetto quando altri modi sembravano non esserci. Con il passare degli anni la relazione con il cibo è diventata sempre più difficile da gestire. Sono arrivate le abbuffate e, con esse, il senso di colpa, l’inadeguatezza e la sensazione di fallire ancora. Dai diciotto anni in poi Stefania ha provato a reagire attraverso le diete, entrando in un ciclo di controllo e restrizione che funzionava per un po’, per poi riportarla al punto di partenza. In quella casa il cibo era anche un linguaggio affettivo e una risposta alle difficoltà. “Ogni malattia si curava mangiando”, racconta Stefania. Mangiare diventava così un salvagente emotivo e una sorta di medicina contro le tempeste della vita. In questa puntata de L’Ora del Lupo, Stefania ripercorre la sua storia e il rapporto con il cibo che per anni ha cercato di silenziare ciò che dentro faceva troppo rumore. Iscriviti al nostro prossimo webinar gratuito 👉 https://it.breaters.com/webinar-live