Quando scende la sera: strategie per il mangiatore emotivo in difficoltà sul finire del giorno

14 Nov , 2019 Senza categoria

Quando scende la sera: strategie per il mangiatore emotivo in difficoltà sul finire del giorno

Quando scende la sera: strategie per il mangiatore emotivo in difficoltà sul finire del giorno

Quando ero un mangiatore emotivo attivo (sono stato per quarant’anni un binge eater) il mio momento nero era dopo il tramonto. Tant’è che lo chiamavo il momento del lupo.

Non è che durante il giorno mangiassi moderatamente, ma dopo il tramonto si scatenava il mio Mr.Hyde. Sarà stata la solitudine, quel vuoto esistenziale che ci assale quando abbiamo meno impegni, il non saper stare con il silenzio, con la mancanza di impegni, con la notte che incombe, fatto sta che al calar della sera nel mio stomaco e nella mia anima si apriva una voragine che riempivo immancabilmente col cibo.

Da quando ho cominciato a prendermi cura di me stesso, da quando cioè ho scoperto che grazie alla pratica meditativa e al mindful eating potevo trasformare la mia insana relazione col cibo e con me stesso, fino poi a fare di questa scoperta la mia stessa professione, la sera ha smesso di essere un incubo.

Cosa è cambiato, in realtà? Ho imparato ad ascoltarmi.
Ho imparato a comprendere e a soddisfare in maniera sana i miei bisogni fisici, emotivi e spirituali. Grazie alla pratica di consapevolezza sono ora in grado di riconoscere cosa sta avvenendo dentro di me a tutti i livelli e a non usare più il cibo come cuscinetto emotivo.

Sono stanco? Mi riposo. Sono triste? Mi prendo cura della mia tristezza. Sono arrabbiato? Sto insieme alla mia rabbia e mi occupo della causa che la produce.

Tutto qui? Sì.

Per chiarire meglio il concetto ti racconto qualcosa che è avvenuto proprio l’altra sera.

Son arrivato a casa stanchissimo, triste, demotivato. Avrei dovuto mangiare velocemente e poi andare ad una festa a sorpresa che si era organizzata per festeggiare un mio caro amico. Sentivo però di essere troppo stanco e questo generava in me conflitto e sofferenza. Il programma che si prospettava non mi faceva star bene.

Un tempo avrei sottovalutato il mio sentire e i miei bisogni, mi sarei fatto una doccia, avrei mangiato qualcosa in fretta e sarei andato alla festa, dove probabilmente per non sentire il conflitto dentro di me avrei abusato di cibo e bevande col risultato di aumentare il mio malessere.

Se oggi avessi deciso di non ascoltarmi, lo avrei fatto comunque senza abusare di cibo e bevande, ma sotto sotto il risultato sarebbe stato simile, anche se il danno minore.

Invece, grazie alla pratica costante della consapevolezza, sono stato in grado di scrivere per questa storia un finale diverso.

La prima cosa che ho fatto entrando in casa è stato di chiamare l’organizzatrice della festa a sorpresa e dirle onestamente che non me la sentivo di partecipare, chiedendole di abbracciare per me il nostro amico (che avrei visto alla festa ufficiale dopo qualche giorno). Poi invece della rapida doccia e dell’avventarmi sul cibo (avevo anche parecchia fame), mi sono preparato un bel bagno caldo, ho staccato il cellulare e ho messo su uno dei miei dischi preferiti.

Dopo il bagno, ho scelto un pigiama pulito e ho allestito una cena gustosa e soddisfacente. Che mo mangiato con piacere in uno stato di presenza mentale. Poi ho chiamato una cara amica con la quale ho avuto una lunga e calda conversazione telefonica. Quindi, dopo aver bevuto una tisana, sono andato a dormire con il piacere il calore nel cuore dovuti al fatto di essermi ascoltato e rispettato.

Per quarant’anni avevo ritenuto impossibile per me giungere a questo, oggi invece se non è la norma (alle volte perdo la mia consapevolezza, come tutti), questo epilogo è almeno possibile e abbastanza consueto.

E così la sera ha cessato di essere il mio spauracchio. E il momento del lupo è stato integrato in una maggiore capienza del mio essere. Ogni tanto Mr. Hyde mi viene a trovare, portando con sé le immagini dei miei piatti preferiti. Io non lo scaccio, anzi lo invito a bere con me la tisana. Non gli piace un granché, così, senza neppure lamentarsi troppo, se ne torna da dove è venuto.

 


Ritrova l’equilibrio con il cibo e con il corpo.

Grazie al potere della consapevolezza.

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