La via di mezzo

2 Lug , 2019 Senza categoria

La via di mezzo

La via di mezzo

Quando ci si alimenta in eccesso (o in difetto) il problema sta in una relazione problematica col senso del limite, che viviamo da un lato come castrante, dall’altro come irraggiungibile. Ciò che ne scaturisce non può essere che l’eccesso, in una direzione o nell’altra.

Cosa cerca in definitiva chi vuole perdere peso? Non tanto una pacificazione di base con la causa dell’aumento di peso, una maggiore saggezza nel vivere e nell’alimentarsi, cerca piuttosto un antidoto veloce per eliminare il sintomo. Senza dar vita a nessun cambiamento profondo, a nessuna trasformazione sottile.

Ciò che ne risulterà sarà l’ennesimo dimagrimento a tempo, che durerà cioè il tempo del nostro impegno e del nostro entusiasmo. Poi torneremo alla vecchia abitudine.

Dal punto di vista spirituale (essere in pace con se stessi, col cibo e col proprio corpo è una tematica spirituale) avviene lo stesso: oscilliamo o tra il tentativo di aderire a impossibili modelli di perfezione oppure ce ne allontaniamo del tutto.

Siamo spiritualmente anoressici o ci abbuffiamo senza sosta.

C’è un precedente illustre, un personaggio mitico è caduto proprio in questo tranello: il Buddha, il quale, dice la leggenda, passò dall’agio e dalla ricchezza estrema – che abbandonò volontariamente – alla totale rinuncia.

Anch’egli però si accorse, dopo un prolungato periodo di digiuno (anche qui c’entra il cibo) e di meditazione, che la rinuncia non gli dava le risposte che stava cercando. Il punto non era allontanarsi forzosamente da qualcosa, ma elaborare il desiderio, non farsene schiacciare. Trovare la giusta distanza.

Il Buddha insegnò da allora la via di mezzo, che fu il risultato finale della sua illuminazione.

La via di mezzo consiste in una equidistanza, in un’allontanarsi dai vincoli e dai legacci dell’avversione (da ciò che non ci piace) e dall’attaccamento (verso ciò che ci piace).

La meditazione di consapevolezza apre la strada a questa via. Ci insegna a non essere troppo immersi nell’azione impulsiva e alla stesso tempo a non addormentarci nell’oblio dell’evitare la vita. È un’alternativa che prevede presenza e responsabilità. Ed è applicabile a ogni ambito della nostra esistenza.

A partire dal cibo, perché no? Proprio come il Buddha.

 


Ritrova l’equilibrio con il cibo e con il corpo.

Grazie al potere della consapevolezza.

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