Il valore aggiunto di chi c’è già passato

4 Giu , 2019 Senza categoria

Il valore aggiunto di chi c’è già passato

Il valore aggiunto di chi c’è già passato

In moltissimi casi le persone che mi scrivono mi dicono che le capisco, che comprendo il loro problema, il loro disagio col cibo come non gli è mai successo prima.

Non è “bravura”, è sapere esattamente come si sta quando il cibo è un’ossessione (in un verso o nell’altro) e il mondo ed il tuo corpo sono i tuoi peggiori nemici. Per quanto lo si possa studiare sui manuali, si possa aver fatto esperienza con tanti “casi”, se le cicatrici sulla pelle non sono tue il tipo di ascolto è diverso.

Anche nella mia esperienza ci sono state delle guide, dei maestri, e sono state tante, per mia fortuna. Persone che c’erano passate prima di me. Persone che quando la mia fiducia era sottozero sapevano dirmi le parole giuste, che mi hanno dimostrato di avere fiducia in me quando io non avrei dato un soldo sull’ipotesi di essere in grado di abbandonare tutta quella sofferenza. Persone che sapevano non farmi sentire solo e allo stesso modo mi trattavano da essere umano e da adulto. Persone che la sofferenza aveva plasmato a un’accoglienza che nessun manuale avrebbe potuto insegnare loro.

“Se ce l’ho fatta io, non vedo perché non dovresti farcela tu”. Così sono stato accolto. E ad ogni passo difficile, al ogni stop, erano lì, con me. Non per facilitarmi il compito, anzi, su quello è bene essere molto chiari – è difficile e richiede coraggio – ma non ero solo. Quando mi sentivo perso potevo alzare il telefono e dire: ehi, sto di merda, mi ascolti un po’? E queste persone c’erano, erano lì per me, con tutto l’amore del mondo.

È questo che mi ha nutrito, che pian piano ha preso il posto del cibo di cui abusavo. Perché l’unica cosa che può riempire l’anima invece dello stomaco quando ti senti morire è l’amore. Un amore semplice, senza fronzoli, qualcuno all’altro capo del telefono che ascolti e che non giudichi. Qualcuno che sappia esattamente come stai e che testimoni in silenzio che si possa andare oltre.

Questo abbiamo voluto che fosse Breaters. Questo è il modello che avevamo in mente quando è cominciata questa bellissima follia. Spacciare amore e ascolto in formato digitale per poter far sapere al numero maggiore possibile di persone che smettere di soffrire nella relazione col cibo e con se stessi si può. Condividere ciò che ha funzionato per noi e che sta funzionando per molte/i altri.

Per riuscire non c’è bisogno di prescrizioni, di indicazioni, di consigli, di regole. Ma di qualcuno che cammini con te.

 


Ritrova l’equilibrio con il cibo e con il corpo.

Grazie al potere della consapevolezza.

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