Perdere peso è una rivoluzione di pensiero

22 Mag , 2019 Senza categoria

Perdere peso è una rivoluzione di pensiero

Perdere peso è una rivoluzione di pensiero

Prendo spunto da una persona che mi ha scritto pochi giorni fa dicendomi: “è difficile avere pazienza essendo a dieta da trent’anni e trovandomi con 30 chili in più addosso”.

Per me questa dolorosa riflessione significa una sola cosa: il concetto classico di dieta è inutile, dannoso e controproducente. Anche perché spesso pensiamo che dovremmo stare a dieta, ci proiettiamo verso un modello teorico virtuoso che non riusciamo a mantenere (o che manteniamo per periodi limitati di tempo) e poi torniamo alle stesse vecchie abitudini di sempre. Con l’aggravante che la distanza dal modello cui ci riferiamo resta e produce sofferenza. Passiamo continuamente, in un’apoteosi di pensieri astratti, dallo “sto a dieta” al “dovrei stare a dieta”. E nulla cambia. Per 10, 20, 30 anni (40 nel mio caso).

Invece è tutto molto più semplice. E il pensiero, l’idea del perdere peso c’entra poco. Anche se tutto parte da una pacifica rivoluzione di pensiero.

Il concetto di base è: se non mangio in eccesso non accumulo peso in eccesso. Quindi dovrebbe essere piuttosto semplice perdere peso (e infatti lo è), se non fosse che il pensiero, le idee e le abitudini complicano maledettamente le cose.

Chiunque si rivolge a me ha fretta e ha in mente un modello di dieta deprivante spesso irraggiungibile. Quando racconto la mia storia e dico che mi sono lasciato alle spalle 60 chili di troppo mangiando normalmente nessuno ci crede. Perché la credenza comune è che se non ti affami non perdi peso.
A parte che è vero il contrario, cioè che se ti affami il corpo trattiene di più (e poi quando avviene l’inevitabile sgarro si pappa tutto con gli interessi), la possibilità di ottenere il risultato agognato risiede nel ribaltare il modello di riferimento. Non più dieta deprivante alla ricerca del risultato rapido ma cambio radicale di stile di vita.

Torniamo all’assunto principale. Se non mangio in eccesso non accumulo peso e mi avvicino pian piano ad un riequilibrio del corpo.

Per perdere il peso in eccesso, dunque, è necessario non superare un limite che è dato dal proprio fabbisogno quotidiano per un lungo periodo di tempo. E non vedere più questo come qualcosa di temporaneo e sovrapposto al nostro modo abituale: questa deve diventare la nostra abitudine. Il segreto è nella regolarità, nell’ascolto profondo, nel non confondere più altri “bisogni” con il bisogno di cibo.

Qui viene il difficile, perché il cibo cura o, meglio, soffoca le nostre emozioni negative. Mangiamo per coprire il disagio e questo effetto del cibo non lo vogliamo abbandonare. Vorremmo liberarci dei nostri chili in eccesso mantenendo intatta una relazione disfunzionale col cibo.

Spariamo a salve, dunque, ci occupiamo del sintomo invece che della causa e ci continuiamo ad auto-imprigionare in modelli mentali che non sono praticabili.

La conditio sine qua non per lasciar andare il peso in eccesso è mettersi in grado di accogliere i nostri disagi e le nostre difficoltà; se scavalchiamo questo passaggio preliminare non c’ verso, ancora una volta non funzionerà. Se non ribaltiamo la visione del problema non faremo che radicalizzarlo, ritagliandoci il ruolo consueto dell’incapace, del fallito, di colui che non ha “forza di volontà”.

Per lasciarsi alle spalle peso e sofferenza bisogna essere disposti ad attraversare le nostre paure e i nostri smarrimenti dopo aver rimesso il cibo al proprio posto, attraverso una pacificazione. Il cibo, infatti, è una delle nostre primarie fonti di energia, ma non è l’unica. Quella più potente in realtà è l’amore. Da cui nasce il coraggio del cambiamento. Come quando si è innamorati.

Lo avete notato? Quando si ama niente sembra più impossibile. Usciamo da noi stessi e dalle nostre convinzioni acquisite con disarmante facilità. E siamo disposti a cambiare idea su noi stessi e sugli altri. È solo grazie all’amore e al coraggio che possiamo disegnare un presente e un futuro diversi nella relazione col cibo e con noi stessi. È solo grazie all’amore che una grondaia può diventare una giraffa colorata nella savana.


Ritrova l’equilibrio con il cibo e con il corpo.

Grazie al potere della consapevolezza.

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