Pensare a colori

14 Mag , 2019 Senza categoria

Pensare a colori

L’approccio Breaters – Pensare a colori

La maggior parte delle persone che si rivolgono a noi perché riconoscono di avere un problema nella relazione col cibo e con se stesse sono prigioniere di una dolorosa divisione interna: si percepiscono incapaci e sbagliate se mangiano “normalmente” e virtuose e degne se stanno a dieta controllando il cibo.

Bianco o nero, buono o cattivo. È questo errore di fondo a generare la maggior parte della sofferenza, questa vera e propria mancata percezione della realtà crea i maggiori danni.

In Breaters accompagniamo le persone alla compilazione di un proprio e autonomo piano alimentare consapevole, gli forniamo il supporto dei nostri professionisti, certo, ma l’obiettivo finale è quello di mettere in grado ogni breater di prendersi cura di ciò che decide di mangiare sotto la propria responsabilità. Il contrario di una dieta, quindi, perché sappiamo benissimo che le diete – specie quelle iper-restrittive – non funzionano.

Eppure, quando le persone muovono i primi passi nel percorso ci accorgiamo immancabilmente che sono vittime di uno stesso equivoco, che si sovrappone alla realtà. Pensano tutte che se non diminuiranno drasticamente la quantità del cibo che consumano, se non si sottoporranno ad angherie e privazioni non dimagriranno mai.

Io sono il primo testimone che questo non sia vero. I miei 60 chili di troppo se ne sono andati (e non sono più tornati da 10 anni a questa parte) cominciando a pensare “a colori”, abbandonando cioè l’idea di dovermi sottoporre a una dieta ferrea e soprattutto imposta o riferita a un modello esterno. Certo, ho dovuto ridurre le quantità di cibo che ingerivo, migliorarne la qualità, ma ciò che mi ha consentito l’impossibile è stato innanzi tutto ritrovare un ordine interiore, che si è poi manifestato anche al di fuori.

Il primo passo è stato ritrovare un ascolto vero e profondo di me stesso, che mi ha consentito di poter accettare la responsabilità di occuparmi in prima persona del mio benessere. Il resto l’ha fatto la semplicità delle scelte.

Nell’ascolto vero e profondo non è necessario negarsi nulla “perché so che fa ingrassare”. Si può scegliere di non consumare certi alimenti perché l’energia che ci forniscono non è utile né limpida, ma nulla è vietato. Possiamo scegliere noi, nella consapevolezza, ogni boccone che mettiamo in bocca e questa scelta è libera e individuale. Perché non siamo tutti uguali e nessun dietologo può sostituirsi a noi, se impariamo a riconoscere e soddisfare davvero i nostri bisogni in ambito non solo alimentare…

Ritrovare i colori del cibo e della vita – ed esserne l’artefice – ha significato per me una vera rinascita a tutti i livelli dell’esistenza. Mi ha consentito di smettere di sentirmi un incapace perché non ero in grado di seguire un modello di dieta deprivante che mi allontanava dalla realtà e da me stesso, passo dopo passo ha reso possibile il miracolo di abbandonare il ruolo di giudice inflessibile nei miei confronti, mi ha ridato quella energia, quel coraggio, quella fiducia, quell’ottimismo che mai prima di allora erano stati presenti nella mia vita.

La scoperta della consapevolezza mi ha fatto finalmente accorgere dei colori del mondo. Prima per me era tutto bianco oppure nero. Ed io ero sempre manchevole di qualcosa. Vittima di qualcosa. Sempre sopraffatto dalle pressioni del quotidiano. Nel viaggio per imparare a essere equilibrio col cibo e col corpo ho trovato il mio posto nel mondo ed ho finalmente potuto fare pace con la vita, riconoscendone la meravigliosa incoerenza e cominciando ad apprezzarne ogni aspetto, compresi quelli dolorosi.


Ritrova l’equilibrio con il cibo e con il corpo.

Grazie al potere della consapevolezza.

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